POESIE

 

ASSIOMA

La voce del silenzio

rivela ciò che penso.

 

L'INTIMA TENSIONE DELL'ISTANTE

Nel tempo sospeso s'innalzano come voci ultime,

l'estremo sospiro di mio nonno,

il tetro lamento di mio padre,

l'addio taciuto del mio silenzio.

L'alba osserva intenerita e intristisce.

La sua luce funebre emana dolenti sussurri,

la stessa voce del mio pianto.

All'alba del 20 gennaio 2003

A mio nonno, Vincenzo Guarna,

con la speranza che questi versi diventino una carezza interminabile.

 

ANTE REM

Del mio essere ignoto,

che germogliava nel tuo grembo,

solo l'intimo della tua coscienza possedeva il segreto della mia comparsa.

M'insinuai nell'aurea della tua essenza animante e sentivo la mia anima inquieta intenerirsi nell'assorbire la tua linfa ammaliante.

O madre, dinanzi a me, adesso si rivela, uno spaventoso imprevisto, una tremenda verità.

Il nostro tempo è tragico!

Ora e per sempre insieme ed eternamente lontani.

A mia madre,

custode universale della mia pre-esistenza.

 

IN RIVA AI TUOI OCCHI

In riva ai tuoi occhi,

le orme della mia solitudine scompaiono.

La tua presenza è grazia terrena, che in me risveglia il mistero materno.

Quietamente poso il mio voltosul capezzale del tuo seno,

colmo di gioia e di premurae solo in questo istante,

il mio desiderio d'eternità, riconosce la sua dimora.

 

A mia moglie Mariella,

nei suoi occhi si è rivelata la mia esistenza

 

EPIGRAMMA

Nella selva informe
s’incita come un’ombra nell’oscurità,
una rivelazione fluente e indistinta.
Nel vago mormorare della penombra,
aleggia un riso silente e potente,
mentre, inatteso, un respiro tragico e sensuale,
scuote i foschi arbusti.
E dietro essi, le fronde maliarde,
esalano lusinghe fatali,
che m’attraggono come un immane incanto.

INTERSTIZIALE

Dopo tanto esperire,
finalmente son giunto nel luogo di nessuno.
Qui il mio silenzio diviene la pausa
dei consensi e delle smentite.
Ora, non ho più nulla da perdere né da conseguire,
simboli e assiomi vengono tacciati e poi rimossi.
In queste movenze alternate
l’essenza si fa ignota
e tutto diventa possibile.

SOFFIO

Zefiro oscuro,
freme l’intensa alba,
ricolma del tuo flusso,
palpita fra le plaghe dell’etere
e ansima fra le aride crepe.
Nulla può deviare l’amplesso armonico,
che scorre senza increspare l’immenso.
Io siedo quietamente,
inebriato d’incanto,
il culmine giunge silente
e il sublime s’innalza da sé
.

EUFONIA

Gloria a voi
Stupendi amanti
Che con gesti spediti oppure lenti,
v’inoltrate fra delizie beate e solenni.
A ritmi diversi,
fremono i vostri corpi,
calmi o violenti,
sereni o irruenti.
Lode alle vostre carni soavi,
che s’avvolgono d’intenso piacere,
effigie d’un angelico incanto.

MELANCONIA

Dal principio al declino,
ogni cosa accoglie un identico splendore armonico,
che ne riduce l’impotenza e ne salva la meraviglia.
Cosi continua l’interpretazione fidente, che senza fine,
illustrerà il meglio dell’esistenza,
mentre le avversità si riverseranno,
come spoglie sempre più vaghe, nell’estinzione.

SPONTANEITA’

Lascerò che l’orecchio ascolti le melodie anonime,
che lo sguardo penetri la grazia dell’essenza,
che le narici odorino fragranze esenti,
che la bocca gridi l’ineffabile.
Lascerò che il corpo incalzi la bellezza del respiro
e il pensiero s’incanti dinanzi al nulla.
Aspetterò quietamente, senza esortare alcunché
e ogni cosa avrà luogo da sé.

 

Le poesie sono tratte dal mio libro "Esperire indistintamente"

 

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